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giovedì 17 luglio 2014

Moda e Style intervista Alessandro De Berti




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Milanese, classe 1973, Romano d’adozione, Alessandro De Berti è un musicista poliedrico, chitarrista,insegnante, produttore e compositore, nonchè pittore: questo è l’artista che oggi Moda e Style vuole presentarvi.
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 Alessandro, parlaci della tecnica che hai scelto per le tue opere: pennarelli uni-posca su tela canvas
Ho scelto di utilizzare Uniposca più per caso che per scelta… Non avendo un vero e proprio laboratorio, mi sono trovato nella necessità di trovare un mezzo che mi permettesse di lavorare a casa. Scherzando, a volte, mi diverto a dire, quando mi viene fatta questa domanda: “per non sporcare per terra”… diciamo che non è molto lontano dalla verità. Ho fatto di necessità virtù. C’è poi da considerare che sono a base di vernice acrilica molto coprente, fattore che mi da ampia libertà d’azione.


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La visione dei tuoi quadri offre l’impressione di essere coinvolti in una sorta di lotta interiore, occhi che appartengono a volti irreali, quasi silenziosa voce del tuo inconscio. Qual é la natura della tua ispirazione?
Cerco di non avere mai un piano preciso prima di iniziare, semplicemente disegno e cerco di non controllare quello che accade; un pò quello che dovrebbe succedere quando suono e improvviso. Prova a pensare al bambino quando gioca con i pennarelli: non pensa, agisce e stimola in questo modo la fantasia e la creatività.
La differenza è che io sono adulto e dentro la mia parte inconscia sono sedimentate più esperienze di vita, ovviamente.
In qualche modo il mio semplice “agire senza uno scopo” sveglia la mia parte inconscia che rappresenta molto spesso quello che mi succede. Il risultatto di questo caos sono sempre volti che appartengono a persone che vivono con me la vita, amici, amori, persone che incontri anche solo una volta.

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 Quanto incide l’essere un chitarrista nel tratto netto e convulso alle volte che dalle tue mani arriva alla tela ?
La musica è parte integrante del processo. Davvero! I suoni, le tonalità gli accordi e i ritmi hanno sempre avuto un colore specifico nella mia testa, ho sempre associato le cose; il tratto convulso di cui parli si affanna a rappresentare il suono. Ma che forma ha il suono? Ricerca continua…

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Ritieni che dipingere sia un’estensione del tuo “fare” musica?
Assolutamente si, le due cose si alimentano vicendevolmente. Quando suono penso al colore, quando dipingo cerco nel suono; non a caso è neccessario per me avere musica, strumentale, non cantata e con strumenti in solo: Bach, Shostakovich, Debussy e Ravel sono i miei preferiti.

Quale sensazione ti lascia portare a termine opere cariche di pathos?
Sorpresa, una sorpresa “divertita”. Dipende dal soggetto ovviamente, ma nella maggior parte dei casi sempre una Sorpresa.

Recentemente hai tenuto a Roma una mostra intitolata “Visi”. Ce ne puoi parlare?
E’ stato un bel lavoro, realizzato con i responsabili del Ready Made, uno spazio nuovo a San Lorenzo in Roma. Erano venuti alla precedente mostra e abbiamo pensato di collaborare. Il risultato ha appasionato tutti!

Ringraziamo Alessandro De Berti per la disponibilità, invitandovi a scoprire il suo Mondo a colori decisi.


“DUE  VISI  ROSSI” Alessandro De Berti

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“PROFILO NASCOSTO” Alessandro De Berti

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“CON  LA  CHITARRA” Alessandro De Berti

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