Paolo Panzacchi e il noir. Torna l’esclusivo appuntamento mensile con i racconti di Paolo Panzacchi, protagonista Klara Murnau, investigatrice nel mondo reale e musa tra le pagine. Scoprite cosa ha in serbo per voi lo scrittore e amico di Moda e Style. Buona lettura!
Ci
sono molti modi per correre. Solo uno per essere dei campioni: arrivare
al traguardo con un sorriso che metta in difficoltà chi non è stato in
grado di precederti.
Dicembre
fuori dai vetri di un locale del centro. Freddo, sì ma non troppo.
Accenno di nebbia che mai guasta. Due tavoli distinti in un interno
moderno che non cede eccessivamente alla moda e agli eccessi. Glamour
essenziale.
Lagavulin in un bicchiere.
French Connection in un altro bicchiere.
Klara Murnau seduta ad un tavolo.
Un imprecisato mercenario seduto ad un altro tavolo.
Klara
è bionda, beve whisky, Lagavulin specialmente, ma non disdegna anche un
Apple Martini o un Margarita, ama i fiori bianchi e dà la caccia a chi
tradisce, a chi mette in pericolo altre vite, a chi vuole svelare
segreti o a chi, di segreti, ne ha troppi.
Il
mercenario è moro, beve e basta, non importa il nome, la base è la
ruvidità nella gola per sentirsi vivo, detesta i fiori e dà la caccia ai
soldi, agli affari sporchi, a chi sia nemico dei propri peggiori amici o
di chi paghi di più.
Il
mercenario non sa solo sparare, sa anche come funzioni il gioco della
finanza. Non ha solo una SIG Sauer P228 sotto la giacca, nella tasca
interna destra ha una scheda magnetica che gli garantisce l’accesso ad
una cassetta di sicurezza, dove sono custoditi brevetti industriali
rubati. Klara questo lo sa, ed è proprio per questo che è seduta in
questo locale.
Klara
è qua per lui questa sera. Il mercenario non lo sa ed è proprio per
questo che temporeggia, sorseggia il proprio drink e abbassa la tensione
dopo settimane ad altissimi livelli. Lui viene meno a una regola
fondamentale, Klara no.
Il
French Connection è un pessimo amico alcolico, o lo sai bere o è meglio
evitarlo. Il Lagavulin è uno stile di vita, o puoi permettertelo o è
meglio evitarlo. A loro modo diversi, ma uguali. Un investigatrice e un
mercenario, medesimi lati di differenti medaglie: intelligenza al
servizio di padroni diversi.
Il
mercenario ne ha già bevuti tre, il suo livello di tensione, di
attenzione è incredibilmente sotto soglia. Potrebbe bastarne un altro
per perdere la consueta lucidità. Klara lo sa, fa un cenno a un
cameriere.
Il
giovane inserviente recapita al mercenario un bicchiere, un nuovo mare
in cui affondare, un “No” che non si sa mai dire. Il cameriere indica
Klara, svelando chi abbia fatto dono di questa razione alcolica
all’uomo. Lei ha perfettamente calcolato tutto, può farsi vedere, lui
non la conosce, lui, comunque non è già più completamente lucido e, a
breve, non lo sarà affatto.
Lui china il capo in segno di ringraziamento, lei lo guarda in modo rapido, senza soffermarsi.
Lui
in due sorsi finisce anche questo bicchiere. Non sa essere galante e
non ricambia il favore alla Murnau. Si alza. Non è un uomo imponente,
tuttavia il suo incedere all’interno del locale non passa inosservato,
l’aver bevuto eccessivamente impone ai suoi passi una pesantezza
sgraziata. Si avvicina alla cassa per pagare.
Klara
sa che questo è il momento. Il tempo di non fallire. Si alza e si
avvicina all’uomo. Piano. Con un passo che sa non farsi troppo notare,
deciso ma non insolente.
Lui
estrae dalla tasca sinistra del proprio cappotto il portafogli per
regolare i conti della propria serata. Lei è ad un passo da lui.
Lui barcolla. Si scontrano, è un attimo. La mano di Klara che sfila dalla tasca la scheda magnetica.
Una
frase all’orecchio di lui, Klara sottolinea il proprio successo.
“Milano, se non si sta attenti, è una città che sa toglierti tutto.”.
In
un lampo Klara è fuori, sospinta dai brividi dell’inverno che scalda i
muscoli per farsi sentire senza pietà. Un’auto sportiva la sta
aspettando su Via Mazzini, ad un passo dal teatro più famoso d’Italia.
Milano
è anche questo, incontri, scontri. Inaspettati, voluti. Una Milano
nera, vorace come la notte che sbrana le luci e che al giorno tutto
riconsegna cambiato, diverso, macchiato, svelato.
Klara ha illuminato un cono d’ombra di una notte che avrebbe potuto essere ancora più nera.